Intervista – Andrea Marangia

Andrea MarangioAndrea Marangia, dopo la maturità, zaino in spalla, è volato in Inghilterra, a Londra, dove si è laureato in Business Computing. Attualmente, Andrea gestisce il portale ratedrents.com, che permette a ogni utente di scoprire, con pochi clic, il “vero valore” (true rental value) di qualsiasi immobile in affitto in UK, in modo da consentire di effettuare scelte migliori e ponderate.

 Top100: Andrea, raccontaci qual è stato il tuo percorso professionale.

Andrea: Subito dopo il diploma, nel 2008, ho deciso di trasferirmi in Inghilterra per migliorare il mio inglese prima di proseguire gli studi universitari. Il piano era quello di trascorrere un anno di lavoro e studio della lingua inglese a Londra, per poi trasferirmi in Svezia per iniziare l’università. In realtà non ho più lasciato l’Inghilterra e, tra il 2009 ed il 2012, ho iniziato e completato la mia bachelor degree (laurea triennale) in Business Computing alla University of Greenwich. In quegli anni, ho sempre svolto lavori part-time che mi permettessero di finanziare gli studi e i viaggi. Negli ultimi due anni di università ho avuto la possibilità di lavorare per i magazzini Harrods. Non tutti sanno che gli Harrods, oltre ad essere tra gli shopping mall più famosi al mondo, offrono uno dei migliori training di vendita e formazione del settore. Lavorare con loro è stata un’esperienza formativa più completa di quanto potessi immaginare. Sempre in quegli anni (2010-2011), ho scoperto la passione per il business, che ho da subito approfondito con letture, seminari e tanti video su Youtube. Più leggevo ed imparavo, più mi allontanavo dall’idea di cominciare un percorso lavorativo tradizionale dopo l’università. In altre parole, non volevo un lavoro da dipendente. Nel 2012, qualche mese prima di laurearmi, avevo iniziato ad interessarmi al mondo di internet e del social media marketing, come fonte di guadagno. Era il pieno boom dello “spam su Facebook”. Intorno a Facebook si era creato, in pochi mesi, un mercato di “compravendita pagine” ed affiliazioni da migliaia di euro, gestito per lo più da ragazzini liceali. Tra una trattativa ed un’altra ho conosciuto Danilo, fondatore e gestore della più grossa pagina Facebook italiana su Londra. Dopo qualche settimana di “trattativa”, ho deciso di raggiungere Danilo in Italia per un weekend ed è stato lì che è nata la mia prima vera compagnia, Amo Londra LTD. Amo Londra era inizialmente nata con l’intenzione di aiutare il crescente numero di italiani in partenza per Londra, offrendo loro alloggi di qualità al loro arrivo. Dopo pochi mesi ed uno spinoff, abbiamo iniziato a specializzarci su case vacanza, sfruttando il boom di Airbnb. Amo Londra è stata infatti tra le primissime compagnie a sfruttare pienamente la sharing economy creata da Airbnb, tanto da permetterci di trasformare le prime 3mila sterline di investimento iniziale in un turnover di oltre 500mila sterline nei primi 20 mesi di attività. Nel 2014, abbiamo deciso di prendere strade differenti. Nei due anni di attività con Amo Londra ho identificato e vissuto in prima persona alcuni problemi del settore immobiliare in Inghilterra. Tra i principali c’era la poca chiarezza dei prezzi degli affitti, dovuta alla mancanza di una regolamentazione sugli affitti per il privato. Questo fenomeno ha portato, ad esempio, ad un aumento medio degli affitti a Londra dell’11% tra il 2014 ed il 2015. Il fenomeno è ulteriormente accelerato dalla costante richiesta di alloggi per le migliaia di persone che ogni anno si trasferiscono in Inghilterra e che, non conoscendo bene il mercato immobiliare locale, sono disposte a pagare qualsiasi affitto per una casa. Cosi mi sono chiesto se vi fosse un modo per aiutare chi cerca casa in affitto a fare scelte più informate, massimizzando il rapporto qualità / prezzo. A Maggio 2014 ho sviluppato un prototipo in grado di prevedere se il prezzo di una casa in affitto fosse più o meno “giusto” in base agli affitti pagati dai vicini di casa per immobili simili. Il sistema iniziale si basava su alcuni dati immobiliari ‘storici’, unito ad informazioni aggiornate provenienti da Zoopla (sito immobiliare leader in UK e nostro partner) ed input generati dall’utente. Il prototipo, che inizialmente si chiamava truerent, ha da subito suscitato l’interesse di curiosi ed esperti del settore, tanto da essere selezionato tra le 4 migliori startup tecnologiche del Regno Unito, ottenendo accesso alle finali di Biz Camp Tel Aviv – UK a Luglio 2014. Ad Ottobre abbiamo partecipato ad un programma di accelerazione per startups (Accelerator Academy) e da qualche mese RatedRents è disponibile in beta per chiunque (www.ratedrents.com).

Top100: Qual è stata la decisione più difficile che hai dovuto prendere?

Andrea: Tra le tante decisioni prese, probabilmente quella di lasciare un business in crescita (Amo Londra) per rimettersi in gioco con un nuovo progetto è stata una delle decisioni più determinanti. Non la definirei ‘difficile’, semplicemente ‘necessaria’ per crescere professionalmente e creare valore per gli altri.

Top100: Quali sono le soddisfazioni che derivano dal tuo lavoro?

Andrea: Fa sicuramente sempre piacere ricevere feedback dagli utenti di RatedRents. L’idea che il nostro servizio aiuti le persone a scegliere la propria casa in maniera migliore, è di per sè una grandissima soddisfazione. Oltre a RatedRents, mi occupo dello sviluppo business e marketing di un’agenzia immobiliare specializzata in ‘house-shares’ per italiani a Londra: Max Rooms London (www.maxroomslondon.com). Max Rooms London nasce in risposta ad un mercato immobiliare di stanze in case condivise, pieno di truffe e cattivi servizi. Siamo l’unica agenzia sul mercato ad offrire la tripla garanzia ‘soddisfatto o rimborsato’ e supporto/mentoring gratuito per tutti i nostri clienti. Vedere i nostri clienti ambientarsi e trovare la propria strada a Londra, grazie anche al nostro supporto, rappresenta un’enorme soddisfazione.

Top100: In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a tutti coloro che desiderano intraprendere il tuo stesso percorso?

Andrea: Il primo consiglio che darei a chiunque voglia intraprendere un percorso ‘imprenditoriale’ è quello di lanciarsi. Di non aspettare. Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi, troppo poveri, troppo inesperti, troppo ‘poco’. Il bello di questo percorso è quello di trovare una soluzione per tutto, col proprio stile. Consiglierei anche di trovare dei ‘mentori’ per accelerare l’apprendimento di tutti gli aspetti necessari alla costruzione di un business. Un mentore lo si può spesso trovare in un semplice libro, un podcast o su Youtube: tutte le informazioni che servono sono ormai a disposizione di tutti.

Top100: Chi è stato il tuo mentore?

Andrea: Oltre ad Internet, podcast e libri di chi ha già avuto esperienza nel mio settore, ho avuto la fortuna di incontrare persone valide pronte a trasmettermi qualcosa. Molte di questi mentori li ho conosciuti tramite SLP (startupleadership.com), un programma di accelerazione e mentorship presente in 11 Paesi.

Top100: Quali sono i tuoi progetti futuri?

 Andrea: Sicuramente continuare a fare quello che amo: creare valore, innovare, imparare.

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