Cristiano Ronaldo – Calciatore

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Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nasce il 5 febbraio 1985 a Funchal. Il suo nome si deve alla fede cattolica della madre Maria Dolores dos Santos Aveiro, mentre il secondo nome, Ronaldo, è stato scelto in onore di Ronald Reagan, attore preferito del padre José Dinis Aveiro, e allora Presidente degli Stati Uniti. Maria Dolores lavora come donna delle pulizie, mentre Dinis, il papà di Cristiano fa il giardiniere.

INFANZIA: La sua è un’infanzia molto triste, il padre è dedito all’alcol e Hugo, fratello maggiore di Cristiano, inizia a drogarsi già dall’età di 14 anni. Sono forse queste le motivazioni che ancora oggi spingono Ronaldo a stare ben lontano da questi due mali della società. Le sue uniche passioni sono il calcio e la sua famiglia. La morte del padre, avvenuta alla vigilia del match di qualificazione ai Mondiali del Portogallo in Russia, lo ha legato ancora di più alla madre, ai fratelli e alle sorelle e da quel momento è stato lui ad occuparsi di loro.
Cresciuto nell’Andorinha, dove ha iniziato a giocare all’età di 7 anni, squadra in cui suo padre faceva il magazziniere, i ragazzi di dodici anni già all’epoca lo volevano a giocare assieme a loro e pare non passasse mai la palla, nel 1995 si trasferisce al Nacional e nel 1997 approda allo Sporting Clube de Portugal, giocando per cinque anni nelle giovanili della squadra e dimostrando presto il proprio talento. Nel 2001, appena sedicenne, viene notato da Gérard Houllier, allenatore del Liverpool, ma l’inesperienza e la giovane età gli precludono un reale interessamento del club inglese. Nello stesso anno Cristiano Ronaldo viene notato anche dall’italiano Luciano Moggi che l’avrebbe voluto alla Juventus, molto vicina all’acquisto del giocatore; l’affare però sfuma. Esordisce con la squadra di Lisbona nel terzo turno preliminare di UEFA Champions League contro l’Inter, nella stagione 2002-2003. Nella sua unica stagione allo Sporting colleziona 25 presenze, partendo titolare in undici occasioni.

LA SUA ASCESA: Durante una una partita amichevole, disputatasi nel luglio 2003, tra Sporting Lisbona e Manchester United Ronaldo, viene notato dal Manchester United. La squadra inglese perde l’incontro per 2-0 anche per merito del giovane talento portoghese, che diviene così un obiettivo del club. Cristiano Ronaldo inoltre sfiora la firma con il Parma che salta a causa della vicenda “crack Parmalat”. Il 13 agosto 2003, stesso giorno dell’arrivo di Kleberson al Manchester United, si trasferisce ai Red Devils per 17,5 milioni di euro, cifra record per un giocatore così giovane. Sir Alex Ferguson, tecnico del Manchester, consegna a Cristiano Ronaldo la maglia numero 7, appartenuta fino alla stagione precedente a David Beckham. Per Ronaldo è lo stesso numero dell’idolo e futuro compagno di squadra nel Portogallo, Luís Figo. La maglia numero 7 è inoltre una maglia storica per i tifosi del Manchester, essendo stata quella di Beckham, George Best, Bryan Robson ed Eric Cantona. Dopo aver pagato un periodo di adattamento al calcio inglese, si rende protagonista di un’ottima stagione d’esordio, collezionando 29 presenze e segnando anche il primo gol nella finale di Coppa d’Inghilterra. Nella stagione 2004-2005, malgrado il Manchester concluda l’annata senza vincere alcun trofeo, è ancora tra i migliori giocatori della squadra. Nella stagione 2005-2006 mette a segno 10 gol, l’ultimo dei quali nella finale di Carling Cup contro il Wigan Athletic vinta dai Red Devils. È quello l’unico trofeo conquistato dal Manchester United, eliminato nella prima fase della Champions League e giunto secondo nella Premiership. Nel 2006-2007 si afferma definitivamente come uno dei migliori calciatori del mondo, trasformandosi da promessa a campione affermato. Batte il primato personale di gol in campionato il 24 febbraio 2007, realizzando la rete numero 17, il che fa di lui il detentore del record di gol segnati in una sola stagione da un centrocampista, con ancora alcune gare da giocare. Si rende autore di ottime prestazioni in campionato e in Champions League, siglando i suoi primi gol nella principale rassegna continentale nel trionfale 7-1 ai danni della Roma. In seguito vince con la squadra il suo primo titolo inglese grazie alla vittoria sul Manchester City per 1-0, con un suo gol. L’annata seguente è quella dei grandi successi personali e di squadra. Con la doppietta contro il Bolton Wanderers nel recupero della Premier League 2007-2008, il portoghese supera George Best, che nella stagione 1967-1968 aveva messo a segno 33 gol tra coppe e campionato. Il record era rimasto imbattuto per 40 anni. Alla fine sarà capocannoniere della Premiership, con 31 gol in 34 partite (31 delle quali giocate da titolare), e della UEFA Champions League 2007-2008, con 8 reti in 11 partite, contribuendo in maniera decisiva alla conquista dell’accoppiata titolo inglese-Champions League da parte dei Red Devils. Nella finale di coppa, a Mosca contro il Chelsea, realizza il gol del momentaneo 1-0 e in seguito sbaglia il proprio tiro della serie di rigori. I 31 gol in Premiership gli valgono comunque la Scarpa d’oro 2008, con 62 punti.
Tra i migliori calciatori oggi in circolazione, è stato tra i protagonisti, nel 2008, del triplo successo del Manchester United in UEFA Champions League, Premier League e Coppa del Mondo per club FIFA. Già secondo nella classifica del Pallone d’oro 2007, si è aggiudicato l’edizione del 2008, terzo portoghese di sempre a vincere questo premio. Ha vinto anche la Scarpa d’oro 2008 e il FIFA World Player. Alla fine della stagione 2008/2009 viene ingaggiato dal Real Madrid per la cifra record di 93,5 milioni di euro: è il giocatore più pagato di sempre.

OGGI: Nel 2014 gli viene assegnato il Pallone d’oro. Replica un anno dopo: anche il Pallone d’oro 2015 è di Cristiano Ronaldo.

CURIOSITA’: È dotato di grande velocità palla al piede (è uno dei giocatori più veloci al mondo, con una velocità massima di 33,6 km/h). Dotato di una grandissima tecnica individuale, nel suo bagaglio tecnico rientrano varie finte, tra cui dribbling, doppi passi, rapidi cambi di direzione e la cosiddetta rabona. È in grado di calciare con entrambi i piedi. Giocatore polivalente, si definisce un’ala, ma può adattarsi anche al ruolo di centravanti. È spesso autore di cross dalla fascia, ma ha anche uno spiccato senso del gol e sa segnare sia di piede che di testa. Nel novero delle sue abilità rientrano infine i calci piazzati: è un ottimo rigorista e tiratore di punizioni.
Nel luglio 2010 annuncia su Facebook di essere diventato padre, affermando che si prenderà la custodia del bambino e che il nome della madre, una cameriera abbordata durante una vacanza a Los Angeles, resterà anonimo.
Il 23 febbraio 2010, in collaborazione con la Nike, di cui è testimonial, gli è stata dedicata una statua di 10 metri raffigurante lui stesso nel centro della città di Madrid.
Curiosamente, il 1º aprile 2011, nel giorno del tradizionale Pesce d’aprile, il giornale inglese The Independent scrisse che il Portogallo, oppresso dai debiti, aveva venduto il giocatore alla Spagna per 160 milioni di euro.
A fine ottobre 2013 lancia la propria linea di intimo CR7, disegnata insieme al progettista americano Richard Chai.

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